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"Costume è la foggia festiva rispetto a quella lavorativa; ma in altri tempi costume era anche la foggia quotidiana e lavorativa di questo o quel paese, rispetto alla quale la foggia festiva si differenziava, come Ada Trombetta ci dice, forse solo per il fatto di essere “guarnita” - Alberto Mario Cirese in "Mondo contadino di altri tempi. I costumi del Molise" - Edizioni Scientifiche Italiane1989 pag.18
Occupandoci di cultura tradizionale campobassana non potevamo non occuparci di costume, emblema identitario della nostra gente, simbolo di appartenenza alla municipalità del capoluogo e potente veicolo di comunicazione delle condizioni sociali, politiche ed economiche della comunità che lo ha generato. Il costume popolare in uso in città fino ai primi decenni del '900, fino cioè alla sua caduta in disuso sotto la pressione del desiderio di emancipazione sociale, è infatti parte integrante della storia e del sapere della nostra gente.
Nella ricostruzione sartoriale delle fogge di vestire del popolo campobassano abbiamo dunque cercato di attenerci il più fedelmente possibile agli originali, ispirandoci a modelli storicamente documentati e impegnandoci in ricerche filologicamente fondate sui diversi tipi di fonte, nonché affidandoci alla consulenza scientifica del dottor Antonio Scasserra, massimo esperto di costumi tradizionali molisani e proprietario dell'omonima Collezione, riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali.
Tra le fonti scritte consultate, gli atti dotali dei capitoli matrimoniali conservati presso l'Archivio di Stato di Campobasso; il manoscritto di Pasquale Albino "Appunti per una monografia di Campobasso" - 1857 - attualmente conservato presso la Biblioteca Provinciale Albino; il volume di Ada Trombetta "Mondo contadino d'altri tempi. I costumi del Molise" - Edizioni Scientifiche Italiane - 1989.
Preziose fonti materiali, gli esemplari originali e i capi sciolti databili tra la fine dell'800 e i primi del '900 della Collezione Scasserra. Per il costume maschile in uso tra fine '800 e inizi '900 di aiuto è stata la foto della bambola della Collezione Bevilacqua (1929).
Sulla dispersione o sulla distruzione del costume molto hanno influito, come accennavamo prima, il desiderio di emanciparsi dalla condizione di contadini e la consuetudine di farsi seppellire indossando il costume tradizionale. A ciò, per i periodi precedenti, si aggiungono la naturale usura del tempo, le calamità naturali, le guerre...
Ricostruire esemplari di costumi campobassani di epoca anteriore al 1800 risulta pressoché impossibile per la quasi totale carenza di fonti iconografiche. Tra quelle consultate per ricostruire le fogge di vestire più recenti, un acquerello di Alfredo Trombetta del 1909 e alcune sue foto del periodo 1906-1910, attualmente custodite presso il Museo Nazionale di Arti e Tradizioni Popolari di Roma.
Accanto ad esse, le fonti orali: le interviste agli anziani che ancora conservassero memoria dello stile abbigliativo dei propri avi.
Lo stile abbigliativo tradizionale di Campobasso torna ad essere apprezzato negli eventi relativi ai costumi molisani anche grazie alle indossatrici e agli indossatori MoliseRadici che lo indossano con fierezza ed orgoglio.

Lo stile abbigliativo tradizionale
maschile
Il già citato manoscritto di Pasquale Albino riporta che "Gli uomini portavano brache di velluto o di felpone o di panno grosso, secondo le stagioni, affibbiate sotto al ginocchio, calze bianche nella state, colorate d'inverno. Il corpetto era di panno scarlatto chiamato "rattino" e la giacca di panno blu con grossi bottoni di metallo liscio. Il cappello era di forma conica ma non molto alto. Le scarpe grosse con fibbie di metallo, ma solo in occasione di festivo abbigliamento.
Sulla camicia senza collo si portava una fascetta variopinta o, più spesso, un fazzoletto da collo bianco o dai colori vivaci."

Le scarpe furono introdotte tardi nell'abbigliamento contadino; prima di esse si usavano gli "zampitti", sorta di sandali con strisce di cuoio incrociate sulle fasce di lino o di canapa, o ancora sulle pelli di pecora, che coprivano gli arti inferiori fino al ginocchio.
Lo stile abbigliativo tradizionale femminile

Ada Trombetta, nel volume "Mondo contadino d’altri tempi. I costumi del Molise" - Edizioni Scientifiche Italiane - 1989, a pagina 200 fornisce una precisa descrizione del costume femminile di Campobasso tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.
Tra i capi descritti, ovviamente, la mantigliana, bianca per le donne celibi, rossa per le coniugate:
"Mantella, di lana bianca o rossa, foderata di seta chiara, a forma di mezza ruota, usata per coprire la testa e le spalle sino ai fianchi."
Le donne in lutto indossavano la mantigliana nera.
Non si trattava di un copricapo come la mappa, bensì di una cappa tagliata a semicerchio, una sorta di scialle che serviva a ripararsi dal freddo e dalle intemperie in inverno, probabilmente introdotta in Italia dagli Spagnoli al tempo del Viceregno.



Costume campobassano collezione Scasserra
Costumi campobassani della collezione Scasserra
presso il Musec di Isernia
Particolare del costume "degli otto giorni"
Abbigliamento in uso a Campobasso fino ai primi del 1900.
A destra costume campobassano quotidiano in panno di lana a quadri.
A sinistra costume campobassano in seta, con galloni in argento; si tratta di un costume indossato otto giorni dopo le nozze allorquando gli sposi, dopo la "settimana della vergogna", riapparivano in pubblico recandosi alla messa domenicale.
Costumi campobassani della collezione Scasserra
A destra costume nuziale in seta, con galloni in oro. A sinistra costume "degli otto giorni" in seta, con galloni in argento.

L'abbigliamento femminile quotidiano
foto Saverio Zarrelli
La camicia era di cotone bianco.
Il corpetto o busto, era confezionato con lo stesso tessuto della gonna, ed era allacciato sul davanti.
Le maniche, staccabili, erano lunghe e recavano una guarnizione monocolore ai polsi. Potevano essere indossate fermate al corpetto o portate sospese sulla schiena per facilitare i lavori quotidiani e per evitare di rovinarle.
Sul corpetto le campobassane indossavano la scolla, ossia un fazzoletto quadrato di 1m di lato, ripiegato a triangolo, ben tirato e incrociato sul seno per nasconderne le rotondità, secondo i dettami imposti dopo il Concilio si Trento.
La gonna poteva essere arricciata in vita o a piegoni, di cotone o di lanetta, a quadri o a tinta unita, ornata al bordo con fasce colorate che potevano essere alternate con due o tre pieghe orizzontali dette chiecoune.
Sopra la gonna, e poco più corto della stessa, si indossava il grembiule, detto manterèlla o antesino, molto arricciato in vita.
I capelli andavano raccolti in una crocchia e la testa era coperta da un fazzoletto che, al pari della scolla, aveva forma quadrata con il lato di "quattro palmi", ossia di 1 metro, di cotone per le attività quotidiane e in seta per le occasioni festive.
Per coprire la testa e le spalle fino ai fianchi e proteggersi dalle intemperie nelle stagioni meno clementi, le donne campobassane indossavano la mantigliana, una sorta di mantella a forma di mezza ruota, di lana rossa o bianca, a seconda dello status della donna, se maritata oppure no.
Le calze erano lavorate ai ferri e di colore bianco per la città o marrone per la campagna.
Informazioni liberamente tratte dal volume di Ada Trombetta "Mondo contadino di altri tempi. I costumi del Molise" - Edizioni Scientifiche Italiane1989 pag.18

L'abbigliamento festivo
CAMPUASCIANA NEL DI' DI FESTA
“Le donne avevano…una mantiglia di lana rossa o bianca, con la quale continuano a coprirsi il capo e che chiamano come sempre “mantigliana”
Nel 1857 Pasquale Albino lamenta inoltre il "lusso goffo, dannoso, smodato" ostentato all'epoca dai contadini campobassani, in particolare dalle donne.
"Spesso accade di incontrarne di quelle che si mettono tante collane e lacci e senacoli d' oro al collo ed al petto da sembrare quasi una bacheca ambulante di orefice..."
Pasquale Albino – “Costume di vestire” in “Notizie storiche di Campobasso” ( A. Mancini ) - 1857
Tra i gioielli di oreficeria popolare campobassana, collane lunghe o corte a grani vuoti con ciondolo, dette felezèune, collane in corallo, lunghi lacci d'oro con spille, orecchini lunghi detti palluccelle, anello nuziale, detto tutescòune.



La sposa campobassana
In foto un preziosissimo velo tradizionale da sposa campobassano, in tulle finemente ricamato - fine '800. Collezione Scasserra

L'abbigliamento sul letto di morte
Sul letto di morte le donne indossavano il costume nuziale, cosa che ha reso estremamente difficoltoso reperire capi da poter analizzare e studiare.
Foto: Maurizio Venturini

L'abbigliamento
da lutto
Donne in abbigliamento tradizionale campobassano da lutto in uso fino ai primi del '900.
Il lutto era fortemente radicato anche nella cultura campobassana; consisteva essenzialmente nel vestire di
nero, segno immediatamente visibile del proprio dolore per la perdita di una persona cara.
Il lutto era portato principalmente dalla vedove e spesso durava tutta la vita.
Le donne in lutto vivevano una condizione sociale e psicologica quotidiana di grande emarginazione.
Ph Raffaele Farinaccio
MoliseRadici per il costume campobassano
Costume originale di Campobasso di fine '800 e, tra i gioielli, orecchini tipici campobassani, noti come "palluccelle" (collezione privata).
MoliseRadici svolge costantemente attività di promozione
dell'abbigliamento tradizionale campobassano attraverso modalità diverse: pubblicazioni, shooting fotografici, mostre, incontri di studio, partecipazione a trasmissioni Tv e online, pagine sui social media, laboratori con le scuole, manifestazioni sul costume tradizionale, eventi in cui il legame tra vestimenta tradizionali e devozione popolare è indissolubile.


Cuncetta
Lei è Cuncetta, la nostra mascotte, nata da un'iniziativa di beneficenza a favore dell'Unicef e ispirata alla protagonista della mascherata tradizionale campobassana di Cuncetta de Mascione.
Ci accompagna e ci rappresenta in alcune delle manifestazioni da noi organizzate o alle quali partecipiamo, da sola oppure accompagnata dal suo innamorato, Francische de la Fota.

MoliseRadici per il
costume molisano
MoliseRadici collabora da sempre con il dottor Antonio Scasserra in tutti gli eventi sul costume molisano, indossando con amore e fierezza i preziosi esemplari originali della straordinaria Collezione Scasserra.
Ph: Michele Gentile

In collaborazione con il Musec di Isernia nel 2020 MoliseRadici, ha organizzato un evento fotografico presso la tenuta La Castellana in c.da Polese a Campobasso, in cui la preziosità artigianale dei costumi della Collezione Scasserra è stata abbinata alle straordinarie opere dell'artista Donatella Di Lallo.

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